Trasformati e travolti: questo è accaduto alla vita personale e collettiva, ai rapporti fra gli individui, ai rapporti fra individuie istituzioni e agli stessi paesaggi interiori. Tutto quanto teneva insieme la vita comune, a cominciare dalla famiglia, si è lacerato e la catena che ordinava i tempi della vita si è allentata, isolando il presente dal passato e dal futuro. Oggi le persone sono molto più scisse, molto più placidamente schizofreniche di quanto non lo fossero un secolo fa. La forza che ha travolto i vincoli e ha coinvolto la maggior parte di noi è l’emersione del diritto al desiderio. Questa frattura fra godimento e legami, fra ricerca del consumo e del piacere e costruzione di affetti, di appartenenze che comportano responsabilità e doveri, è un destino conil quale dobbiamo convivere? «Io non ho una posizione: non credo che esista un’origine cui tornare, un principio da conservare o restaurare, né penso che vi sia una meta realistica cui tendere, perché le alternative politiche alla forma di vita attuale sono debolissime. Lo dico andando contro una parte di me stesso e a malincuore… è molto probabile che l’unica alternativa sia il disordine, lo stesso che oggi ricopre vaste aree del mondo e non porta ad alcuno sbocco politico, ma alla pura entropia». D’altra parte «il godimento presuppone una cronologia fatta di intensità momentanee che si esauriscono e si rinnovano senza tregua».
2020/08/29 06:25:32




