Nel 2013 ricorre il cinquecentenario della composizione del Principe. Si preparano convegni e commemorazioni. Questa nuova edizione potrà figurare dignitosamente in tale panorama editoriale.. I meriti di questa edizione sono almeno tre (il quarto è il basso prezzo). 1) Il testo è stato filologicamente curato da uno dei massimi studiosi di letteratura italiana: Carlo Cordié, morto nel 2002. Il lettore può accorgersene anche da un semplice fatto: Machiavelli scrisse l’opera in volgare, ma mise in latino il titolo principale e i titoli di tutti i capitoli, compresa la dedica iniziale. Per ignote ragioni, la maggior parte delle edizioni del Principe eliminano i titoli in latino e li danno solo in traduzione italiana. Qui vi sono entrambe le versioni: latino e italiano. Le note sono per l’indispensabile. 2) L’introduzione di Michele Nobile è fresca in senso cronologico e per produzione di idee. Da questo ottimo economista e grande politologo (3 suoi libri molto importanti sono già nel catalogo dellaMassari editore), riceviamo un’introduzione ricca di riferimenti e teoricamente molto attuale. 3) In appendice viene data invece la parola a un grande critico letterario del passato (Carlo Cordié), che illustra il contesto storico e culturale in cui furono composti Il Principe e i Discorsi sulla prima Deca di Tito Livio.
2020/08/29 07:33:55




