Scendere giù nel Profondo e sapersi vivi... così i grandi sciamani, profeti e psiconauti devono essersisentiti, modificando la propria percezione inducendosi stati alterati di coscienza.L'Inconscio, nei suoi labirinti intricati d'abissi oscuri, è il vero regno inesplorato, il Noumeno dell'universoche tutti cercano. La Divinità Interiore proviene da lì, celata come un tesoro millenario al riparo dal materialismo esterno, dalla falsità dei menestrelli morali, dai dogmatisti dell’Ecclesia.Per essere realmente liberi, pare necessario fornirsi di caparbietà ascetica, e farsi scevri della civiltà, alloscopo d’abbracciare in solitudine il popolo interno degli Archetipi e degli Incubi- la meditazione divienedunque il metodo primo per accedere a tale straordinario mondo, catalizzatore alternativo alla psichedeliadelle sostanze allucinogene.In questo poemetto verrà posta una semplice domanda (una volta chiarite le intenzioni dell’anima protagonistae dei suoi metodi di trascesi): cosa accadrebbe se la risolutezza del proprio vagare scemasseall’improvviso, causa l'interferenza di ricordi inerenti la propria sfera materiale?Il filo esile d’argento che ci protegge legandoci al mondo potrebbe mai staccarsi, come la fragile cordicellad’un aquilone in balia di venti impetuosi?
2020/08/29 00:07:17



