L'universo del campo di concentramento, visto dagli occhi attoniti di un bambino- il difficile ritorno alla vita quotidiana nella Romania del dopoguerra, sotto un regime inquisitorio e ridicolo insieme- la memoria, con le sue ferite mai sanate. È questo l'orizzonte esistenziale dei racconti di Norman Manea. La persecuzione razziale, il conflitto, il senso perduto delle cose e dei legami umani pongono lo scrittore in una dimensione spirituale di esilio- ma dal caos, occasionalmente, può nascere la redenzione: bagliori di speranza, gesti di sfida, momenti di epifania poetica. A fare di questi racconti una sola creazione artisticamente compiuta, oltre ai temi, è la scrittura: lo stile di Manea, capace di una grande varietà di registri, preciso e sfumato, allusivo e impietoso, proietta sempre sulle immagini la luce morbida di una parabola o di uno strano sogno.
2020/08/28 18:03:27



