In fuga dalla corte di Weimar, giunto in Italia alla ricerca dell’arte e della misura classica, Johann Wolfgang Goethe vive a Roma nel 1787 la perturbante esperienza del Carnevale: quella festa metropolitana che con i suoi eccessi e la sua sfrenatezza attirava datempo visitatori e curiosi da ogni parte di Europa. Dapprima irritato dalla calca, la confusione e il frastuono di una cultura estranea al suo temperamento e alla sua matrice protestante, il poeta tedesco si pone la sfida di una rappresentazione letteraria del Carnevale che renda conto della sua variopinta versatilità e ne riveli i significati profondi, connessi alla stessa natura dell’uomo. Pubblicato appena prima della presa della Bastiglia, Il carnevale romano non a caso si conclude con l’ammonizione che “lalibertà e l’uguaglianza possono essere godute solo nell’ebbrezza della follia”. L’edizione qui proposta si basa sulla prima pubblicazione dell’opera e ne riproduce le illustrazioni originali- per la prima volta viene presentata come opera a se stante, nella nuova traduzione di Isabella Bellingacci.
2020/08/28 01:50:46




