Una casa umida ma un cuore caldo, un borsellino vuoto ma una tavola sempre apparecchiata, una vita dura ma mai un lamento. “È la mianonna, la mia mémé. I suoi silenzi, le sue parole semplici a Scarabeo, la sua casa sepolta sotto i meli e la sua tavola d’anteguerra. Il racconto soggettivo, parziale, pieno d’amore, di ciò che ho visto, e più o meno capito, ciò che ho perduto e ho voluto trattenere per un’ultima volta. È il mio sguardo di bambino che non vuole crescere.” Superati i quarant’anni, ecco il ritratto che Philippe Torreton fa della donna centrale della sua infanzia: un ritratto tenero e nostalgico, in cui ciascuno potrà ritrovare la propria nonna, o la nonna che ha sempre sognato.
2020/08/28 03:11:03




