Giuseppe Gioachino Belli è tradizionalmenteconsiderato il poeta diRoma. Fra il 1824 e il 1846 scrisse oltre2.200 sonetti, ognuno deiquali è unafedele riproduzione dello spirito dellacittà dei primi dell'Ottocento. In unaRoma governata dal pontefice, "il PapaRe", un ristretto numero di aristocratici e l'arrogante clero costituivano leclassi sociali più elevate, il cui potereaveva ormai perso qualsiasi giustificazionestorica o morale- a loro si contrapponevail popolino, fanatico esuperstizioso, i cui unici diversivierano le molte manifestazioni di piazza,indette per celebrare e glorificare leclassi dominatrici, e le altrettantonumerose pubbliche esecuzioni. Belliera un intellettuale, forse anche unmoralista, e scrisse i suoi sonetti conl'intento di mettere alla berlina lasocietà decadente del suo tempo.
2020/08/30 17:06:24



