Ogni anno i Premi Nobel segnalano gli esseri umani più geniali e meritevoli, rispettati e ammirati da tutti, onorati in prestigiose cerimonie di rigore scandinavo. Ma quale riconoscimento può ottenere uno studioso che somministra il Prozac alle vongole per studiarne l'attività sessuale? Chi premierà il genio che ha insegnato ai piccioni a distinguere un Picasso da un Monet? Come potrà essere apprezzato il sagace inventore delle mutande imbottite di carbone che intercettano i cattivi odori prima che si diffondano nell'atmosfera? A offrire il meritato palcoscenico a tutti costoro - autori di risultati che "non possono o non dovrebbero essere riprodotti" - ci pensano, per fortuna, gli Ig Nobel, i riconoscimenti assegnati ogni anno nel corso di una sgangherata (e memorabile) cerimonia nel Sanders Theatre dell'Università di Harvard. Irriverenti e sorprendenti, gli Ig Nobel sono ormai diventati una tradizione, con autentici premi Nobel che con un notevole senso dell'ironia e dell'autoironia vengono consegnati ai colleghi piùeccentrici. I premi Ig Nobel raccoglie il meglio della ricerca improbabile (e non riproducibile) di questi anni: decine di studi distraordinaria inutilità, o peggio, uno sguardo ravvicinato e impertinente alla ricerca scientifica. Dal software che riconosce all'istante se un gatto sta passeggiando sulla tastiera del computer al fisico che ha confermato la legge di Murphy secondo la qualeil toast cade sempre dalla parte imburrata. Dall'indagine sullo scaccolamento (rinotillexomania) adolescenziale ai politologi di Taiwan che studiano le risse tra parlamentari.
2020/08/28 06:00:24



