Il volume rappresenta un lavoro organico sulla pratica del teatro nel teatro, e della sua accezione più vasta di metateatro, nella drammaturgia italiana, dal Seicento al Novecento. Dall'opera seicentesca "Le due commedie in commedia" di Giovan Battista Andreini al settecentesco "Teatro comico" di Goldoni, per giungere alla produzione dell'Ottocento, che si confronta solo episodicamente con tale modalità di scrittura, nell'opera di Francesco Augusto Bon ("Dietro alle scene") e in quella di Paolo Ferrari ("Goldoni e le sue sedici commedie nuove"). Nel Novecento, il protagonista indiscusso di questa tecnica teatrale è il premio Nobel Luigi Pirandello, il quale va oltre il semplice artificio di far recitare sulla scena un altro dramma e usa questa formula come pretesto per una discussione sul teatro stesso, il cosiddetto metateatro.
2020/08/27 18:56:54



