Tra il 1944 e la fine degli anni Cinquanta quasi 300000 persone, di ogni classe sociale, della comunità italiana dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia, abbandonano la propria terra, costrette a fuggire dal nuovo regime nazionalcomunista di Tito. I profughi vengono dispersi in oltre cento campi di raccolta disseminati in tutto il paese dove per molto tempo vivono in una situazione di totale emergenza. L'autore ripercorre le tappe di questa incredibile vicenda troppo a lungo dimenticata e inquadra da varie angolature lo sradicamento e l'esodo di una popolazione che paga per tutti il prezzo della guerra perduta e la cui memoria è stata per mezzo secolo prigioniera delle opposte strumentalizzazioni politiche.
2020/08/28 13:17:24



