Walter Benjamin sosteneva che si può raccontare molto, di un uomo, osservando i libri che ha letto. E cosa possono svelare, i libri,della vita di chi li ha posseduti, della personalità e delle idee di chi li ha compulsati e annotati se questo appassionato lettoreè Adolf Hitler? Timothy Ryback è il primo studioso a occuparsi della biblioteca privata del Führer, rinvenuta in parte nelle città di Monaco e Berlino, in parte nelle stanze del quartier generale del partito nazionalsocialista, nonché tra le ceneri del Berghof, la residenza estiva fatta costruire sulle montagne della Baviera. Furono le forze sovietiche e poi quelle americane, all'indomani della vittoria nella seconda guerra mondiale, a scavare nelle rovine e a trovare le prime tracce delle letture hitleriane: dalle numerose prime edizioni del Mein Kampf, ai libri di arte, architettura, fotografia, ai molti volumi di politica e di propaganda. Collezionista eclettico e asistematico, Hitler amava Shakespeare, era solito citare frasi tratte da Amleto o Giulio Cesare e dimostrò sempre uno spiccato interesse per le Sacre Scritture.
2020/08/29 15:28:18



