William Burroughs, padre della "beat generation", amico ed ispiratore di alcuni tra i più importanti ed influenti scrittori degli anni '50 e '60 americani come Jack Kerouac, Henry Miller e Allen Ginsberg solo per citarne alcuni, si racconta attraverso questo libro.Uno sguardo lucido, estremamente scientifico e crudelmente personale sulla tossicodipendenza, la sua "scimmia", come definisce il bisogno di droga nel momento dell'astinenza. Burroughs è un tossicodipendente, fa uso di eroina, codeina, morfina ed altre droghe ma non lo fa per il classico bisogno di fuga, non cerca nelle sostanze uno scampo od un rifugio: la sua è una visione puntuale e precisa, una descrizione dettagliata, dannatamente scientifica, una lucida esperienza della "geografia del dolore".Un antropologo dell'eroina, il suo è un resoconto preciso attraverso uno stile pulito, senza fronzoli, diretto e pericoloso, una visione nello stesso momento "ad personam" e sociologicamente di massa, uno sguardo crudele sull'America che stava iniziando a conoscere i movimenti artistici giovanili- un precursore, non uno sciamano della droga ma bensì uno scienziato di quest'ultima, uno sperimentatore, in un'epoca in cui l'eroina non era ancora una droga di e per la massa, ma bensì una dipendenza che interessava per lo più gli emarginati di una società che stava iniziando ad uscire dal guscio della guerra e del proibizionismo.
2020/08/30 00:26:09




