10 agosto del 1993. È la notte di San Lorenzo, e in un lussuoso albergo di Maratea si incrociano, senza incontrarsi mai, destini di attesa, di solitudine, di paura, di perdizione. Un politico socialista campano attende insonne un mandato d’arresto per corruzione. Il lavapiatti Dragan non riesce a prendere sonno e trascorre gran parte della notte ad ascoltare le disturbate frequenze in onde lunghe di Radio Belgrado in spasmodica attesa di notizie dalla sua Sarajevo assediata. Miro e Clemente, bagnino e barista dell’albergo, salgono sul tetto dell’albergo per guardare le stelle cadenti ma finiscono iniettandosi eroina nelle vene per la primavolta. Un portiere di notte che osserva nella sua solitudine tutte queste storie che s’intrecciano, e che s’è convinto di essere ilgarante della giustizia dell’albergo. E, infine, il fantasma di un pittore locale dei primi del Novecento che si aggira per le stanze dell’albergo irrequieto per frustrazione e per memoria ferita. Ricollegandosi ad alcuni suoi libri meno conosciuti ma molto amati come Discoteca, Lago negro o Marisdea, Andrea Di Consoli ritorna alla memoria dell’adolescenza, quando per vivere faceva il cameriere proprio a Maratea. In Stelle avvelenate emerge un’umanità viva, malinconica, dolcissima, colta nel suo momento di massima fragilità e sincerità
2020/08/29 11:24:47



