Risulta sempre riduttivo affermare che, come umorista, Benito Jacovitti è stato una formidabile macchina creativa. Perché non soltanto impressiona per l’ingente mole di lavoro prodotto in oltre mezzo secolo di attività (1940-1997), ma soprattutto perché, se si confrontano le date delle sue creazioni, si nota che - specie in certi periodi del la sua vita - Jac produceva al tempo stesso per pubblici differenziati creazioni di differente natura: fumetti per ragazzi, panoramiche per gli adulti, vignette di sapore politico o sociale per pubblicazioni satiriche. Ciò appare evidente ancor di più negli anni Settanta, quando collaborava al tempo stesso per “giornaletti” come il «Corriere dei Piccoli» e il «Corriere dei Ragazzi» ma anche - per oltre due anni (luglio 1972-dicembre 1974) - per «L’Europeo». In quel periodo, compariva settimanalmente su «L’Europeo» una pagina intitolata “Jacovittaggini”, in cui dava sfogo a tutto il suo estro satirico, sbeffeggiando mode, tic e manie del momento. Nelle “Jacovittaggini” sbeffeggiava tutto e tutti, con una specie di qualunquismo che in realtà era solo la manifestazione di un sulfureo spirito anarcoide (“estremista di centro”, si autodefiniva) che non aveva rispetto per nulla e per nessuno. Il surreale, l’assurdo, il paradosso erano la cifra espressiva serpeggiante sia nei suoi testi che nei disegni.
2020/10/05 04:25:38



