Cristina Marcano e Alberto Barrera Tyszka, imparziali per quanto possibile, raccontano la singolare epopea del presidente venezuelano, l'uomo che, dopo aver tentato di andare al potere nel '92 con un colpo di stato, viene legittimamente eletto nel 1988 con il 56% dei voti. La sua infanzia in una casa fatta di palma, in una famiglia molto povera, quando il Paese conosce un periodo distabilità democratica dopo decenni di dittatura e un incredibile boom economico dovuto allo sfruttamento delle risorse petrolifere ( Il Venezuela è il 3° produttore dell'Opec), e poi le tappe che hanno portato Chàvez a diventare, in Venezuela e nel mondo, un leader potente capace di tenere testa all'opposizione interna e all'ostilità di Washington che non vede di buon occhio colui che stacercando, con un certo successo, di svincolare molti paesi dell'America Latina dagli accordi commerciali statunitensi (ALCA), per creare un'alternativa tutta sudamericana. Nelle pagine del libro conosciamo il giovane cadetto di provincia, che si appassiona tantoal baseball quanto agli eroi rivoluzionari del secolo XIX, sopra tutti Simon Bolivar, di cui conosce a memoria i proclami e per il quale ha una specie di venerazione,e poi quella sua cospirazione vaga e romantica del tutto lontana dalle ideologie. E' amico di Castro, cita Guevara, è sospettato di aiutare la guerriglia colombiana, ha buoni rapporti con Gheddafi, li ha avuti buoni con Saddame simpatizza con Blair. Sfrutta con molta disinvoltura il mezzo televisivo, sa parlare al popolo, lo affascina col suo piglio diretto e un pò rozzo e sa chiedergli scusa quando sbaglia. Chàvez diventerà un caudillo o no? I suoi oppositori glielo rinfacciano già ora, ma nonostante la sua vicinanza a Castro, non ci sono prove dell'esistenza di gulag e di violazioni dei diritti umani.
2020/08/28 22:19:47



