Quel gusto delle cose – del ‘concreto spirituale’ che era in Chopin, in Valéry, in Sereni – ha indotto Franco Buffoni a intrecciare alla Storia più cruda del Novecento le storie di alcune persone realmente vissute nel luogo dove è nato. Gallarate. Qui la scoperta dell’omosessualità in una famiglia cattolica e tanto per bene rischia di essere dirompente. E lo sarà: ma in senso opposto a quello temuto, come testimoniano le operaie della ditta Andreazza&Castelli, i pugili della palestra Ausano Ruggeri, e il dolce stil novo adolescente, dominato dal Guinizzelli con il suo enigma tomistico-joyciano. Con le due soglie del testo volte a far rimare Mozart con Gattuso. Riannodando i fili storici, grazie a un procedimento per certi aspetti opposto a quello comunemente messo in atto dal genere memoir, Buffoni riesce a costruire una verità fattuale dentro la verità emotiva dei ricordi.
2020/08/28 15:27:55



