Questi racconti di Riccardo Reim (storie di “disagi”, di “sdoppiamenti”, di “intermittenze”) esplorano quello che potrebbe essere definito il misterioso pianeta della soggettività: i personaggi – consapevolmente o no - sovrappongono i loro significati alle cose perdendo di vista la realtà (o presunta tale, anche quando si tratta di autentica cronaca giornalistica, come nel racconto sul “CasoL.”) con la quale viene così a stabilirsi un rapporto indiretto, fittizio e illusorio che può finire per rivelarsi, sorprendentemente, più vero del “vero”.Prendendo a pretesto quella continua avventura dalle innumerevoli variazioni possibili che viene chiamata esistenza si riesce così ad approdare ai più misteriosi e cruenti rituali del sesso, a indecifrabili confusioni e slittamenti, alla più totale finzione, all’estrema efferatezza, addirittura al delitto… C’è l’uomo per la prima volta alle prese conun “ragazzo di vita” al Circo Massimo, donne della classe alta che si trascinano in cerca di passioni nelle peggiori periferie della capitale, la coppia che si ama all’insegna della contemplazione reciproca e del narcisismo…L’attenzione è comunque “altrove”, e il mondo esterno manda tutt’al più “segnali” o si esprime attraverso “indizi”, “tracce, “frammenti” paradossali e inquietanti, chevengono incisi sulla pagina in una scrittura-parlato puntuale e straripante, tragica e insolente, lasciva e burlesca, a testimoniare una volta di più la vocazione teatrale dell’autore.
2020/08/30 13:28:09



